Postcolonial Italian Cinema

Roma - Rome, Italy (16.-17.9.2021) -- Warwick, UK (1.10.2021) + HYBRID, 10. April 2021.

Postcolonial Italian Cinema

Sapienza Università di Roma – 16-17 September 2021

University of Warwick – 1 October 2021

Call for papers

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Italy’s colonial empire, small and relatively short-lived, extended into parts of East and North Africa, the Balkans and the Mediterranean Sea. A controversial project often wrongly associated solely with the Fascist Regime, it was quickly repressed from public debate after the war, in an effort to carry on and create a new Italy, cleansed from its past mistakes. A new discourse – a particularly successful one – was also crafted: Italians were good colonialists, they built streets and helped underdeveloped communities to become modern. Most of the traces that colonialism left in postwar culture are covered up by this misleading discourse, or they are simply invisible. However, in the 1960s this situation did not prevent, and perhaps even encouraged, the development of a strong internationalist solidarity toward decolonizing movements, which in cinema had its most famous outcome in the film The Battle of Algiers (Pontecorvo, 1966), an Italian-Algerian film seen and discussed by revolutionary and thirdworldist organizations, from the Black Panthers to Palestinian militants.

Several other films of the time, whether fiction films (like I dannati della terra, Orsini 1969, based on Frantz Fanon’s The Wretched of the Earth) or non-fiction (Notes Towards an African Orestes, Pasolini, 1970) tackled colonial issues, but only as late as 1981 did a rarely seen colossal, Lion of the Desert (Akkad), openly talk about the Italian empire. Traces of past colonialism, Italian or not, can be found in several other films of the past 75 years, from an internationally acclaimed movie like Life is Beautiful (Benigni, 1997) to a domestic box-office hit such as Tolo tolo (Zalone, 2020), and from corporate films shot in former colonies to experimental films that openly criticize colonial practices. In our conference we will discuss Postcolonial Italian Cinema from its multiple points of view. While Italian colonial and empire cinema, thanks to the works of Ruth Ben Ghiat and others, has finally been analysed and discussed, still relatively little has been written on post-war films that dealt with colonialism, with the exception of a few scholars and works (such as those by Leonardo De Franceschi). And most importantly, these different contributions have not been synthesised’ into a coherent discourse. Our conference aims towards a reconsideration of Postcolonial Italian Cinema in film and history.

The Rome part of the conference will take place in person, if possible, and will be livestreamed. The Warwick part will take place online or in hybrid mode and will consist of a roundtable discussion. We invite abstract submissions for 20-minute presentations solely for the Rome part of the conference. Abstracts should be between 150-200 words in length and should be accompanied by a brief biographical blurb. The deadline for submissions is 10 April 2021. The languages of the conference are Italian and English. Please send abstracts to postcolonialitaliancinema@gmail.com.

Convenors: Damiano Garofalo (Sapienza, Rome) and Luca Peretti (Warwick)

Organizing committee: Samuel Antichi (Sapienza, Rome), Ilaria Dellisanti (Sapienza, Rome), Mary Jane Dempsey (Warwick/Cornell), Luana Fedele (Sapienza, Rome), Alma Mileto (Sapienza, Rome), Ilaria Puliti (Warwick).

The conference is supported by the Department of History, Anthropology, Religions, Arts, Performing Arts at Sapienza University of Rome; the Department of Film and Television Studies, the School of Modern Languages and Cultures, The Institute of Advanced Study at Warwick University.

 

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Call for papers

L’impero coloniale italiano, piccolo e relativamente di breve durata, si è storicamente sviluppato in alcune aree del Nord Africa, dell’Africa orientale, dei Balcani e del Mediterraneo. Nell’immediato dopoguerra, il colonialismo italiano viene erroneamente associato al solo periodo fascista e, col fine di creare un’Italia nuova “ripulita” dagli errori del passato, rapidamente rimosso dal dibattito pubblico. Se assistiamo, dunque, a un certo silenzio sull’esperienza coloniale italiana, le poche tracce che possiamo individuare all'interno della cultura italiana degli anni Quaranta e Cinquanta sono per lo più intrise dalla retorica degli “Italiani brava gente”. A partire dagli anni Sessanta, tuttavia, si sviluppano anche in Italia fenomeni di solidarietà internazionalista verso i movimenti per la decolonizzazione. Questi trovano nel cinema il loro esito più noto ne La battaglia di Algeri (Gillo Pontecorvo, 1966), film di produzione italo-algerina che è stato visto, discusso e utilizzato da molti popoli e gruppi terzomondisti e internazionalisti (dalle Pantere Nere ai militanti palestinesi).

Negli anni successivi, diversi altri film, sia di fiction che documentari, hanno trattato questioni coloniali. Si pensi, a titolo di esempio, a I dannati della terra (Valentino Orsini, 1969), ispirato all’omonima opera di Frantz Fanon, oppure ad Appunti per un’orestiade africana (Pier Paolo Pasolini, 1970). Bisognerà, tuttavia, aspettare gli anni Ottanta affinché un kolossal, pressoché sconosciuto, come Il leone del deserto (Akkad, 1981), tratti per la prima volta in modo diretto il problema del colonialismo italiano. Tracce dei passati coloniali si possono trovare in molti altri film degli ultimi anni, da commedie come La vita è bella (Roberto Benigni, 1997) e Tolo Tolo (Checco Zalone, 2020), passando per film industriali girati nelle ex colonie, fino a film più sperimentali e d'avanguardia che mettono apertamente in discussione le pratiche coloniali sotto forma di critica politica. Il convegno affronterà per la prima volta la categoria di “cinema italiano postcoloniale” da molteplici punti di vista. Se, infatti, il cinema italiano coloniale e imperiale di epoca fascista è stato variamente analizzato e discusso dalla storiografia italiana e internazionale (si pensi soprattutto agli studi di Ruth Ben Ghiat), ancora relativamente poco è stato fatto sui film italiani del dopoguerra che hanno affrontato tematiche connesse al colonialismo e al post-colonialismo (si vedano i lavori di Leonardo De Franceschi).

Se le condizioni lo permetteranno, la sezione della conferenza che si svolgerà a Roma sarà in presenza e, contemporaneamente, verrà trasmessa in streaming. La sezione di Warwick, che consisterà in una tavola rotonda, sarà invece online o in forma ibrida. Proposte d’intervento (max 20 minuti) per la conferenza di Roma potranno essere inviate sotto forma di abstract della lunghezza complessiva tra le 150 e le 200 parole, assieme a una breve nota biografica, all’indirizzo postcolonialitaliancinema@gmail.com, entro e non oltre il 10 aprile 2021. La lingua ufficiale della conferenza sarà l’inglese, ma saranno previste alcune sezioni in lingua italiana.

La conferenza è a cura di Damiano Garofalo (Sapienza, Roma) e Luca Peretti (Warwick).

Comitato organizzativo: Samuel Antichi (Sapienza, Rome), Ilaria Dellisanti (Sapienza, Rome), Mary Jane Dempsey (Warwick/Cornell), Luana Fedele (Sapienza, Rome), Alma Mileto (Sapienza, Rome), Ilaria Puliti (Warwick).

La conferenza è supportata dal Dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte, Spettacolo di Sapienza Università di Roma; dal Department of Film and Television Studies, la School of Modern Languages and Cultures e The Institute of Advanced Study di Warwick University.

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